“Well, isn’t this a Thriller?” Il Re del Pop e il Grande Comunicatore
Washington D.C., lunedì 14
maggio 1984. La pop-star Michael Jackson viene ufficialmente ricevuta alla Casa
Bianca in qualità di ospite del Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Pochi
allora percepirono la portata storica dell’evento; oggi, a poco meno di
trent’anni di distanza, possiamo ricordare l’importanza di quel momento
estremamente significativo: l’incontro tra il “Re del Pop” e il “Grande
Comunicatore”, l’accostamento tra due delle più grandi personalità che hanno
segnato la storia e la cultura popolare degli anni Ottanta.
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| Michael Jackson alla Casa Bianca in compagnia di Ronald e Nancy Reagan |
Proprio nella primavera del
1984, Ronald Reagan e Michael Jackson raggiungono l’apice di popolarità della
loro inarrestabile parabola. L’ex-attore e Governatore della California è in
corsa per ottenere la rielezione e il secondo mandato alla Casa Bianca, in un
periodo in cui arrivano i primi risultati concreti della rivoluzione della
Reaganomics. Il ragazzo di colore, pupillo della casa discografica Motown, ha
solo 25 anni e da pochi anni ha intrapreso una carriera solista di successo con
la pubblicazione di Off The Wall (1979) e Thriller (1982),
l’album più venduto della storia della musica con il record di vendite di oltre
100 milioni di copie.
All’arrivo alla Casa
Bianca, durante la mattina, Michael Jackson e Ronald Reagan passeggiano insieme
nei giardini della residenza, chiacchierando amichevolmente in compagnia della
first lady Nancy Reagan e dello staff presidenziale. Il Presidente degli Stati
Uniti apre le porte dello Studio Ovale e mostra alla pop-star l’ufficio di
lavoro e alcune fotografie di famiglia.
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| La cerimonia di premiazione nei giardini della Casa Bianca |
Verso mezzogiorno, in una
cerimonia pubblica nei giardini della Casa Bianca, Reagan conferisce a Jackson
un premio di riconoscimento ufficiale in seguito al lancio di una campagna
nazionale promossa dal governo federale contro la guida in stato di ebbrezza
all’interno di un vasto programma sociale contro l’alcolismo. Il “Re del Pop”,
figura attiva nell’impegno benefico, ha contribuito all’iniziativa donando la
canzone Beat It – uno dei singoli di maggior successo commerciale
estratto da Thriller – in qualità di colonna sonora per gli spot
pubblicitari trasmessi alla radio e alla televisione.
Ronald Reagan scherza con i presenti facendo un paio di battute e divertenti allusioni alle canzoni del cantante, tra cui Thriller, I Want You Back, Tender Loving Care e P.Y.T. (Pretty Young Thing). Occhiali da sole scuri e vestito scintillante, Michael Jackson, timido e visibilmente imbarazzato, ringrazia i coniugi Reagan e la piccola folla presente all’evento. Anni più tardi, nelle sue tarde memorie, la first lady ricorderà il suo ospite come un personaggio “eccentrico con la voce da donna”.
Ronald Reagan scherza con i presenti facendo un paio di battute e divertenti allusioni alle canzoni del cantante, tra cui Thriller, I Want You Back, Tender Loving Care e P.Y.T. (Pretty Young Thing). Occhiali da sole scuri e vestito scintillante, Michael Jackson, timido e visibilmente imbarazzato, ringrazia i coniugi Reagan e la piccola folla presente all’evento. Anni più tardi, nelle sue tarde memorie, la first lady ricorderà il suo ospite come un personaggio “eccentrico con la voce da donna”.
Solamente
nel 2007, attraverso la pubblicazione dei Reagan Diaries, ritroveremo le
impressioni personali del Presidente a proposito di quella giornata: “A
ceremony on the South Lawn to honor young Michael Jackson who is the sensation
of the pop music world – believed to have earned $120 mil. last year. He is giving
proceeds from one of his biggest selling records to the campaign against drunk
driving. He is totally opposed to drugs and alcohol and is using his popularity
to influence young people against them. I was surprised at how shy he is”.
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| Michael Jackson e Ronald Reagan, due icone popolari degli anni Ottanta |
Michael Jackson sarà di nuovo ospite alla Casa Bianca in un’altra occasione, nell’aprile 1990, su invito del nuovo Presidente degli Stati Uniti George H. Bush, successore di Reagan, ma l’incontro sarà meno cordiale rispetto al precedente. Il 19 gennaio 1993, la pop-star avrà occasione di cantare alla serata di gala per la cerimonia di insediamento di Bill Clinton insieme a Barbra Streisand, Elton John e al gruppo Fleetwood Mac.
Nell’aprile 2009, pochi
mesi prima della morte di Michael Jackson, una lettera privata scritta dal
Presidente degli Stati Uniti e indirizzata al “Re del Pop” viene presentata
all’asta, salvo poi essere ritirata dai legali del cantante. La lettera, datata
1° febbraio 1984, contiene un messaggio personale di Reagan in seguito al
brutto incidente di Jackson sul set di uno spot pubblicitario della Pepsi Cola
(avvenuto il 27 gennaio dello stesso anno) nel quale la pop-star aveva
riportato bruciature al capo e ustioni al volto. Nel messaggio – un documento
eccezionale allora inedito e antecedente al loro incontro – oltre a inviare i
propri auguri personali di pronta guarigione, il Presidente aveva espresso
tutta la sua ammirazione per la pop-star, icona popolare americana e modello di
riferimento per le nuove generazioni:
Dear Michael,
I
was pleased to learn that you were not seriously hurt in your recent accident.
I know from experience that these things can happen on the set – no matter how
much caution is exercised. All over America, millions of people look up to you
as an example. Your deep faith in God and adherence to traditional values are
an inspiration to all of us, especially young people searching for something
real to believe in. You’ve gained quite a number of fans along the road since I
Want You Back, and Nancy and I are among them. Keep up the good work, Michael.
We’re very happy for you.
Sincerely,
Ronald Reagan
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| La lettera di Ronald Reagan indirizzata a Michael Jackson |
Per
un tragico segno del destino, Michael Joseph Jackson morirà il 25 giugno 2009 a
Los Angeles presso la struttura sanitaria del “Ronald Reagan UCLA Medical
Center” di Westwood. Michael Jackson e Ronald Reagan saranno ricordati come due
figure carismatiche di enorme impatto popolare, due simboli di quel decennio
tutt’oggi indimenticabili.






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